C’erano una volta, in un paese lontano, una madre e una figlia che dovevano acquistare la casa dei loro sogni in cui trascorrere serenamente la loro esistenza. Per farlo, chiesero l’aiuto di una agenzia immobiliare riponendo in essa tutta la loro fiducia. Dopo qualche tempo e dopo tanti appartamenti visionati, la scelta definitiva ricade su una graziosa dimora posta al piano seminterrato all’interno di una piccola palazzina di un quartiere semiperiferico. In poco tempo si passa al preliminare di vendita e poi al rogito dal Notaio che fila liscio come l’olio e come se nulla fosse. Unica nota inserita nell’atto è che una parte del denaro necessario per l’acquisto di casa è stato destinato all’estinzione di un mutuo ipotecario. Nell’atto però si ritrova anche la solita dichiarazione del venditore, che l’immobile è stato realizzato ante ’67…Alla fine comunque tutti escono felici e contenti dall’ufficio del Sor Notaro.

L’insidia però è dietro l’angolo: madre e figlia, dopo qualche anno, si ritrovano in gravi difficoltà economiche e sono costrette a mettere in vendita il loro grazioso appartamento per far fronte al momento di difficoltà. La nuova vendita, però, non sembra proprio una cosa così semplice: tutti i potenziali acquirenti richiedono copia della licenza di costruzione e dell’agibilità ritenendo la dicitura “ante ‘67” poco convincente ma…madre e figlia non ne sanno nulla e chiedono al precedente proprietario la documentazione necessaria anche perché proprio lui aveva dichiarato, con la magica frase “ante ’67”, che tutto era in regola. Nulla: il precedente proprietario era sparito, irrintracciabile!

Le due povere sprovvedute, nella disperazione più totale e senza sapere più quali pesci pigliare si rivolgono ad un Avvocato che le consiglia sul da farsi e su come procedere: prima cosa incaricare un tecnico per fare chiarezza e ricostruire il “passato” della palazzina.

Passarono 6 mesi e dopo tante ricerche presso gli archivi comunali e catastali si riesce a trovare, fortunatamente, il documento che legittima l’esistenza della Palazzina: una concessione in sanatoria (condono). Non solo! viene anche recuperata una pratica di frazionamento con cui è stata costituita la nuova unità immobiliare (il grazioso appartamento per intenderci). In poche parole, l’immobile non era per niente “ante ‘67”!

Una parte della questione è stata risolta, ma i problemi non sono finiti: tra una cosa e l’altra è ormai trascorso 1 anno e la vendita dell’appartamento è ancora in sospeso; la situazione delle due sprovvedute è sempre più critica e la vendita del loro grazioso appartamento è l’unica ancora di salvezza. Con la Concessione in Sanatoria sembra però ormai tutto risolto e quindi immaginano che la loro vendita possa procedere ormai senza intoppi. Purtroppo non è così: manca ancora l’agibilità!

Dopo tante peripezie e ulteriori ricerche, il buon tecnico, competente e scrupoloso, è riuscito ad ottenere il certificato di agibilità dell’unità immobiliare!

In tutto 1 anno e 6 mesi di ansie, ricerche, avvocati e….tanti tanti soldi spesi inutilmente.

Se le due avessero incaricato un tecnico per effettuare delle verifiche PRIMA dell’acquisto del loro grazioso appartamento, avrebbero acquistato senza pensieri e consapevoli di ciò che andavano a comprare. Inoltre, nel momento in cui è sopraggiunta la necessità di rivendere con urgenza, non avrebbero incontrato alcun problema e soprattutto non avrebbero speso neanche un centesimo!

Purtroppo quella che vi ho raccontato è una storia realmente accaduta, di recente, a Roma e di cui si è occupato il nostro Studio. Ma non è un caso isolato anche se, ultimamente, la normativa è divenuta più rigida con maggiori garanzie per l’acquirente (diciamo che l’ante ’67 non è sempre sufficiente). Sor Notaro permettendo…

Per fare chiarezza e per maggiori approfondimenti, rimandiamo la trattazione “ante ‘67” ad un prossimo articolo.

Proteggi i tuoi acquisti, affidati a Edilcatasto!

Ing. Francesco Gallo